Gentili Connazionali,
Riceviamo e pubblichiamo un messaggio da parte del Presidente del Comitato Dante Alighieri di Rostov, Andrea Riccardi:
«Cari italiani, residenti nel Sud della Russia, in allegato trovate il mio breve report sul Congresso Dante Alighieri svoltosi a Roma il 12 — 14 settembre 2024.
Presidente del Comitato Dante Alighieri di Rosto
RESOCONTO
Per conto della Società Dante Alighieri di Rostov sul Don ho partecipato a Roma all’Congresso internazionale della Società Dante Alighieri “L’italiano, luce nel mondo”. Sottotitolo che accenna all’italiano come idioma che ha un futuro e che può anche trasformarsi in un tema attorno al quale costruire una comunità globale.
L’apertura ufficiale, si è svolta al Quirinale in mattinata del 13 settembre, in un incontro con
il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha lodato la «grande passione» che anima la rete della Dante. Un amore per la lingua che le «consente di conseguire grandi risultati — ha aggiunto il Capo dello Stato — che non sono inferiori a quelli di altri grandi Paesi europei, malgrado la grande differenza che vi è di supporto pubblico. E su questo fronte, il Bel Paese è stato sempre, per motivi di bilancio, piuttosto indietro, rispetto a quello che hanno fatto i grandi Paesi europei per la loro lingua».
Sono intervenuti il Presidente della Dante Andrea Riccardi, la Vicepresidente Edith Bruck, il Presidente del Comitato scientifico della Dante Giulio Ferroni e la scrittrice Susanna Tamaro. Per Edith Bruck l’italiano è una lingua “madre”, che accudisce e ispira e che tira fuori le parole da sé, spontaneamente. Per Susanna Tamaro l’italiano va scritto a mano, perché è una lingua “artistica”, incompatibile con le tastiere di computer e tablet.
Per il presidente Andrea Riccardi «la nostra non è una lingua imperiale», non nasce dalle
colonizzazioni, come l’inglese e il francese, e forse piace per questo. «Investire sull’italiano
nel mondo — ha spiegato — vuol dire investire sulle istituzioni che lo insegnano, perché noi le
abbiamo lasciate andare». «C’è un mondo in italiano che all’Italia chiede di essere connesso.
Parlare e insegnare italiano è colorare il mondo dei colori della nostra cultura. L’italiano è
lingua di libertà» ha aggiunto il Presidente Andrea Riccardi nel suo discorso introduttivo.
L’italiano, dunque, sostiene Riccardi, è una lingua «simpatica», tant’è che si può parlare di
«Italsimpatia». Chi discende dalla nostra cultura ne va fiero e attorno all’italofonia si
potrebbe creare una comunità.
Il ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani: «Voglio organizzare la giornata dell’italofonia”. Un’occasione per creare una sorta di Commonwealth italiano, per «riunire quelle zone dove l’italiano è stato per tradizione o è ancora lingua parlata».
Il Presidente Andrea Riccardi e il Segretario Generale Alessandro Masi hanno poi dialogato
sul tema “Italsimpatia, è possibile un commonwealth italiano? Il futuro della Dante”.
Nell’ultima giornata di lavori si è svolta una tavola rotonda sul tema «Libri e libertà: narrare e
narrarsi in italiano», su scrittrici e scrittori con radici culturali e linguistiche non italiane, ma
che per scelta personale scrivono in italiano.
Il Congresso si è concluso con la consegna dei primi «passaporti della cultura» ai giovani
ambasciatori e ambasciatrici della Società Dante Alighieri nel mondo.


