RIUNIONE GIM-UNIMPRESA DEL 14 OTTOBRE 2025

Gentili Connazionali,

Riceviamo e pubblichiamo le principali informazioni emerse nel corso dell’incontro organizzato dall’Associazione GIM-Unimpresa il giorno 14 ottobre.
La prima parte dell’incontro è stata dedicata ad approfondire, con il supporto degli studi legali Pavia Ansaldo e Carnelutti che ringraziamo per la consueta disponibilità, le problematiche emerse per le aziende nell’applicazione degli ultimi pacchetti sanzionatori e le nuove disposizioni finanziarie russe.
La seconda parte ha visto essere esaminata, con il supporto della società “Arivist”, le nuove normative doganali russe.

Di seguito vengono riassunti i principali punti dell’incontro.

Buona lettura

PRIMA PARTE:
— il presidente Torrembini ha aperto l’incontro sottolineando come l’Associazione continui a lavorare per mantenere alta l’attenzione sui problemi che vivono le aziende italiane in Russia in conseguenza dei pacchetti sanzionatori europei e a questo proposito è stata richiesta all’Ambasciatrice Piccioni la possibilità di convocare un nuovo tavolo di lavoro con il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Invitiamo le aziende a continuare a segnalarci le loro problematiche e difficoltà e le trasmetteremo alle nostre Istituzioni.

— l’Avv. Fabio Lui dello studio Pavia e Ansaldo ha provveduto a fornire un aggiornamento sulla situazione relativa alla politica sanzionatoria europea. È stato adottato un nuovo regolamento che va a ricalcare il regolamento 269 sul congelamento dei fondi con il quale si è voluto sanzionare le attività che vanno a destabilizzare i processi democratici nell’UE, potrebbe quindi aumentare l’elenco dei soggetti sanzionati. Il quattordicesimo pacchetto sanzionatorio ha modificato in deroga l’eccezione che consentiva la fornitura di servizi sanzionati (servizi di ingegneria, informatici, legali) alle società russe controllate da società europee. Per la loro fornitura a partire dal 01 ottobre è necessario richiedere l’autorizzazione alla UAMA così come per l’utilizzo di software gestionali per le imprese e software di progettazione. Vengono escluse da questa eccezione le società russe partecipate da persone fisiche europee. Stando a nuove comunicazioni stampa, i Paesi del G7 si starebbero attivando per creare degli organismi per lo scambio delle comunicazioni al fine di monitorare meglio il rispetto delle misure sanzionatorie ed evitare elusioni attraverso triangolazioni soprattutto per beni ad alta priorità necessari allo sforzo bellico russo. Allo stesso modo il G7 ha emanato nuove linee guida sugli oneri di due diligence per le imprese, le aziende europee infatti nel momento in cui identificano elementi di anomalia nella controparte dovrebbero approfondire tali aspetti e se ciò non fosse possibile astenersi dall’esportazione. In ultimo Lui ha condiviso l’informazione secondo cui molte aziende stanno segnalando di aver ricevuto visite da parte di ispettori del Ministero che raccolgono informazioni sulle loro attività. Il presidente Torrembini ha aggiunto come l’Associazione abbia già segnalato questa situazione alla nostra Ambasciata che verrà ora preventivamente informata dal Ministero di eventuali verifiche che hanno lo scopo di consigliare alle aziende come agire in conformità al quadro sanzionatorio.

— l’Avv. Pietro Ferrero dello studio legale Carnelutti ha illustrato gli ultimi approcci della normativa contro-sanzionatoria russa. Secondo nuove indiscrezioni, in riferimento alla procedura sul rilascio delle autorizzazioni da parte della Commissione per gli investimenti esteri nel caso di cessioni di titoli o di partecipazioni intestate ad imprese europee in società di capitali russe, lo sconto che è necessario concedere ad un acquirente della partecipazione deve essere di almeno il 60% (prima doveva essere non inferiore al 50%). Sarebbe necessario inoltre versare un exit tax pari ad almeno il 35% e in tutti i casi di dismissione che abbiano un valore di mercato superiore ai 50 miliardi di rubli sarebbe comunque necessario il permesso presidenziale. Da parte del governo russo assistiamo quindi ad una ostracizzazione delle forme di disinvestimento dal Paese.

— l’Avv. Roberto Riccardi dello studio Carnelutti ha illustrato le ultime disposizioni finanziarie russe. Ha ricordato come continuino a rimanere in vigore i divieti dettati dai decreti presidenziali relativi al pagamento dei dividendi, che è possibile entro il limite di 10 milioni di rubli mensili, così come il rimborso di finanziamenti da parte di società russe verso società di Paesi ostili. Le restrizioni della BCR vengono prorogate semestralmente e sono state prorogate fino a marzo 2025. Le persone giuridiche non residenti e gli uffici di rappresentanza di Paesi ostili continuano a non poter effettuare pagamenti all’estero, allo stesso modo le persone fisiche non residenti di Paesi ostili che non lavorano in Russia non possono trasferire valuta all’estero. Ha segnalato infine come la BCR stia esercitando delle pressioni sulle banche europee che si rifiutano di effettuare pagamenti in valuta.


SECONDA PARTE
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata all’analisi delle nuove normative doganali russe con il supporto dell’azienda associata “Arivist” che offre servizi nel campo della logistica internazionale e delle formalizzazioni doganali dal 1992. La società ha da poco inserito nel proprio organico un broker doganale nel Kirghizistan, offre attività di partenariato in Uzbekistan così come fornitura e trasporto delle merci in tutto il mondo, accompagnamento giuridico e certificazione delle merci.

— Evgenii Koshkarov, direttore generale di Arivist, ha informato tutti i presenti come ad aprile la direzione del Servizio doganale federale in una riunione del consiglio pubblico ha annunciato una transizione graduale dei rapporti tra i servizi doganali e gli organi che effettuano il controllo doganale e tutto il business del commercio estero. Attualmente la dogana espleta ogni trimestre una categorizzazione dell’attività del commercio estero in tre gruppi principali: a basso rischio di infrazione delle regole doganali – settore verde, rischio medio – settore giallo e rischio elevato – settore rosso. A seconda della categoria la dogana applica talune o altre forme di controllo doganale: per il corridoio verde non sono praticamente previste verifiche preliminari e la loro dichiarazione viene svolta in maniera automatica o semi-automatica; per il corridoio giallo le aziende possono essere sottoposte alla richiesta di documentazione aggiuntiva; nel corridoio rosso la verifica documentale è obbligatoria. A partire dalla fine del 2025 la dogana si allontanerà gradualmente da questa forma di categorizzazione e dividerà in due categorie i partecipanti al commercio estero, ovvero operatori autorizzati e non. Alle aziende che non otterranno lo status di operatore verranno applicate tutte le forme di controllo doganale, verifiche documentali e ciò comporterà notevoli ritardi nelle formalizzazioni doganali e spese aggiuntive per il business. Le aziende che otterranno lo status di operatori avranno un controllo doganale semplificato, le dichiarazioni doganali saranno emesse nell’arco di 50 minuti. Per l’importazione delle merci gli operatori potranno pagare una o più dichiarazioni entro il 15 del mese successivo, ad esempio se ad ottobre l’azienda importa dieci lotti di merci il 15 di novembre potrà fare una dichiarazione unica per tutti i lotti. Gli operatori saranno suddivisi in tre tipologie, gli operatori del primo e secondo tipo potranno fornire una dichiarazione unica per il trasporto, fare operazioni di carico e nel caso del secondo tipo mantenere le merci nei propri depositi. Gli operatori di terzo tipo avranno accesso alle semplificazioni del primo e secondo tipo.

— Koshkarov ha poi proceduto a ricordare quali siano i problemi principali che affrontano i partecipanti del commercio estero nel controllo doganale. Tra questi troviamo i problemi di classificazione delle merci, dopo la formalizzazione doganale capita infatti che gli organi doganali russi cambino i codici doganali e l’inserimento nei costi doganali di spese supplementari che riguardano la proprietà intellettuale e i dividendi. Un ulteriore problema riguarda la conferma del Paese di origine delle merci. A seguito infatti delle limitazioni sanzionatorie, quando una merce viene spedita in un Paese terzo e successivamente in Russia, in dogana diventa problematico confermare il Paese di origine della merce. In alcuni casi la dogana russa decide che la merce è prodotta in un Paese sconosciuto e secondo le regole delle preferenze tariffarie applica a tale merce dei dazi raddoppiati o dei dazi antidumping come per i Paesi più problematici da un punto di vista commerciale.

— Nell’ultima parte dell’incontro Koshkarov ha provveduto a ricordare le modalità attualmente disponibili per i pagamenti dalla Russia e in Russia. Attualmente i pagamenti diretti dalla Russia per merci non sanzionate sono possibili solo attraverso banche non sanzionate, per lo più banche piccole e regionali. Il Paese con cui si hanno maggiori operazioni bancarie al momento è il Kirghizistan che la settimana scorsa ha però limitato questi pagamenti solamente ad aziende autorizzate. Gli altri pagamenti potranno essere espletati solo attraverso l’ingresso fisico delle merci nel Paese. Tra le principali tecnologie di pagamento utilizzate dalle imprese troviamo i pagamenti tramite giurisdizioni amichevoli, i pagamenti attraverso un agente commerciale nella stessa giurisdizione senza la necessità di convertire le valute oppure attraverso un agente commerciale che si trova in un’altra giurisdizione o il pagamento utilizzando criptovalute.

Come di consueto, la segreteria di GIM-Unimpresa ricorda che è disponibile per chiunque la desiderasse la videoregistrazione del briefing richiedendola alla nostra Segreteria e le presentazioni mostrate.