NOTIZIE ECONOMICHE — Riunione di GIM-Unimpresa

Gentili Connazionali,

Riceviamo e pubblichiamo il riassunto della prima riunione online del 2025 di mercoledì 22 gennaio  organizzata dall’Associazione GIM-Unimpresa. L’incontro è stato dedicato ad approfondire, con il supporto dello studio legale Pavia Ansaldo, le implicazioni per le imprese del quindicesimo pacchetto sanzionatorio europeo, approvato lo scorso 16 dicembre. 

A seguito in breve le principali informazioni emerse nel corso dell’incontro:

— il presidente Torrembini ha aperto l’incontro sottolineando come la nuova amministrazione americana guidata da Donald Trump stia portando avanti una politica che vede gli Stati Uniti come nazione che impone il proprio comando sulle altre con la logica delle superpotenze. Non si parla più di coesistenza pacifica, multipolarismo e non si sta prendendo atto dei numerosi processi a livello mondiale di quei Paesi che si stanno rapidamente sviluppando e non accettano più di essere diretti da altre nazioni. Tutto ciò ha delle ripercussioni negative anche in Europa.

In Italia si stanno registrando ostacoli da parte delle autorità doganali e bancarie per tutte le operazioni di export, non solo verso la Russia ma anche verso i Paesi che potrebbero essere considerati come Paesi di triangolazione per il passaggio di merci. Continua a perdurare un clima di “caccia alle streghe” per tutte le aziende che operano con la Russia e in Russia. Il Ministro degli Esteri Tajani è informato su tutto ciò che accade e queste problematicità saranno evidenziate anche nel corso del prossimo incontro del tavolo di lavoro per le imprese italiane in Russia con la Farnesina. Il sostegno delle nostre autorità ha portato, su richiesta di ANIMA, alla possibilità per UAMA di elargire un provvedimento omnia per la concessione di esenzioni sulle esportazioni di valvole e prodotti di rubinetteria che inizialmente ricevevano delle concessioni singole per ogni contratto. Per quanto riguarda invece le problematiche doganali come Associazione stiamo preparando in collaborazione con diversi broker un dossier che racchiude tutte le attività illegittime che stanno conducendo le dogane di Polonia e dei Paesi Baltici che troppo spesso bloccano merci italiane destinate in Russia nonostante queste siano assolutamente conformi alle normative europee. Il dossier verrà trasmesso alla Farnesina e sarà oggetto di un’iniziativa diplomatica delle nostre autorità verso questi Paesi;

— l’Avv. Fabio Lui dello studio legale Pavia e Ansaldo ha analizzato il contenuto del quindicesimo pacchetto sanzionatorio europeo, il cui oggetto principale è quello di estendere fino al 31 dicembre 2025 i termini per le deroghe ai fini del disinvestimento. Non è invece stato prorogato il termine che consente una deroga per la quale gli studi legali possono fornire servizi legali ai soggetti russi che stanno disinvestendo dall’Europa. È stata inoltre inserita una norma con la quale si prescrive un obbligo per tutti i giudici europei di non riconoscere in Europa quei provvedimenti russi che sono stati emessi sulla base dell’articolo 248 del codice di procedura commerciale russo, articolo che consente ai giudici russi di emettere delle ordinanze dove si può vietare ad una parte non russa di avviare un contenzioso al di fuori della Russia indipendentemente dalle condizioni contrattuali. Allo stesso modo non vengono riconosciuti in Europa anche tutti i provvedimenti russi ad essa collegati tra cui eventuali provvedimenti sanzionatori, a tutela dell’operatore europeo. È stato inoltre incrementato l’elenco dei soggetti russi equiparati a entità belliche ai fini di un divieto di esportazione di determinati prodotti come quelli dual use, ed è stato incrementato anche l’elenco delle navi sanzionate. È stata inserita una dichiarazione con la quale si avvisano gli operatori europei che per l’UE la Russia non è più uno stato di diritto e quindi gli operatori europei sono invitati a valutare il disinvestimento e l’uscita dal Paese. Questa dichiarazione si inserisce in una serie più ampia di norme che sono state adottate con i precedenti pacchetti che puntano a sensibilizzare le case madri europee rispetto alle attività svolte dalle loro controllate russe che dovrebbero rispettare anch’esse i regolamenti europei. A questo proposito per quella che è l’esperienza dello studio Pavia e Ansaldo non ci sono stati casi di case madri europee sanzionate per le attività delle loro controllate russe. Ci sono invece stati casi di aziende che hanno ricevuto la visita di funzionari ministeriali che chiedevano di spiegare la presenza di loro prodotti che non potrebbero circolare in Russia fotografati a delle fiere.

Vi anticipiamo che sono previsti nelle prossime settimane nuovi briefing con la partecipazioni di vari analisti tra cui Lucio Caracciolo e Alexander Rahr in collaborazione con la Camera di Commercio russo-tedesca, esperti del settore energetico, nonché un briefing per approfondire le nuove normative russe tra cui la riforma fiscale.

Cordiali saluti,


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