
Gentili Connazionali,
martedì 11 febbraio si è tenuto online con una numerosa partecipazione un nuovo briefing organizzato dall’Associazione GIM-Unimpresa. L’incontro è stato dedicato ad approfondire le problematiche che stanno riscontrando nell’ultimo periodo le imprese nei trasferimenti bancari tra la Russia e l’Italia, così come le difficoltà emerse con la dogana russa. In qualità di esperti sono stati invitati gli avvocati degli studi legali Carnelutti e Pavia e Ansaldo e i rappresentanti della società di logistica Arivist.
Riassumiamo in breve le principali informazioni emerse nel corso dell’incontro:
— problemi con la dogana russa: il presidente Torrembini ha aperto l’incontro evidenziando come molte aziende importatrici stanno ricevendo delle ispezioni da parte di funzionari delle dogane russe che esaminano le bollette doganali di importazione degli ultimi due anni con l’esito di una rivalutazione del valore delle merci e un’applicazione di nuovi dazi doganali e multe che in diversi casi superano il valore dei dividendi che le aziende avrebbero voluto trasferire alla casa madre. Di fatto la dogana afferma che le aziende hanno importato merci con prezzi più bassi di quelli di mercato riscuotendo così un utile maggiore ed è necessario quindi compensare la differenza. Ci si trova quindi difronte ad una situazione difficile in quanto le aziende hanno già pagato la tassa sugli utili al servizio fiscale e dovranno pagare anche la percentuale prevista per il trasferimento dei dividendi. La situazione è già stata segnalata dal presidente ai competenti organi russi e alla direzione delle dogane alla quale è stata inoltrata una richiesta di incontro, siamo in attesa di ricevere delle risposte. In ogni caso il presidente non esclude la possibilità di concedere delle interviste agli organi di stampa russi denunciando pubblicamente la situazione. Le aziende stanno continuando a lavorare in Russia nonostante le difficoltà e si trovano a dover affrontare una possibile doppia tassazione sugli utili che contraddice le dichiarazioni del presidente russo riguardo ad un atteggiamento di riguardo per quelle aziende che continuano a lavorare in Russia. I colleghi della società Arivist hanno confermato di essere a conoscenza di queste problematiche e hanno proposto di organizzare un incontro di lavoro con il dirigente del consiglio sociale presso le dogane, il Sig. Lozbenko, per discutere insieme una strategia di protezione degli interessi degli imprenditori italiani in questa situazione. Hanno inoltre aggiunto come sia necessario avvalersi di un aiuto giuridico non appena iniziano le verifiche e di come sia possibile presentare ricorso al tribunale con tutte le prove del caso senza pagare subito la dogana in attesa di chiarimenti. Invitiamo ancora una volta tutte le aziende a segnalarci casi di questo tipo.
— problemi con i trasferimenti bancari: il presidente ha ricordato come nelle ultime settimane si siano riscontrati problemi con i trasferimenti bancari in euro dalla Russia in Italia e viceversa attraverso Banca Intesa e Unicredit a seguiti di forti pressioni da parte della BCE e in parte dalla Banca d’Italia. I pagamenti subiscono ritardi o vengono bloccati. I pagamenti in dollari continuano ad essere effettuati ma iniziano i primi problemi con le banche corrispondenti. Per quanto riguarda invece le persone fisiche non sono possibili trasferimenti né dall’Italia né dalla Russia e tra i più colpiti troviamo i connazionali pensionati. Per trasferimenti di piccole somme è possibile affidarsi a degli intermediari come Daniele Carmagnini che ha fondato una società di multivaluta exchange. Tra le banche europee continua per ora ad essere possibile operare tramite la banca ungherese OTP che non è soggetta ai controlli della BCE, tuttavia la struttura e la politica interna della banca permettono di acquisire tra i nuovi clienti solo aziende con un livello minimo di turnover. Tra le possibili soluzioni per ovviare a questi problemi, come ha ricordato la società Arivist, rimangono i pagamenti effettuati attraverso le giurisdizioni amichevoli (ad esempio Armenia, Kazakhistan, Kirghizistan), l’utilizzo delle tecnologie di compensazione e l’utilizzo delle criptovalute. Alleghiamo la presentazione mostrata dai colleghi di Arivist durante il briefing.
L’Avv. Ferrero ha riportato l’esperienza in materia dello studio legale Carnelutti. Per quanto riguarda l’operatività bancaria da Europa a Russia c’è una serie di limitazioni correlate ad una necessità di reportistica finalizzata a dimostrare alla banca europea che il pagamento verso l’ente russo è lecito e il percettore non è un soggetto di stato russo. Per questa tipologia di bonifici lo studio non registra significativi peggioramenti. Per quanto riguarda invece i bonifici in uscita dalla Russia in valuta estera, l’esperienza di Carnelutti mostra come dal 01 febbraio 2025 in banca Intesa i trasferimenti in euro e dollari sono di fatti sospesi, salvo casi eccezionali. Si continua ad operare con il rublo e per ciò è necessario che la banca ricevente abbia un conto in rubli o in alcuni casi basta un conto di transito in attesa della conversione dei rubli in euro. Sarà necessario modificare gli accordi commerciali prevedendo la possibilità che l’obbligazione venga onorata in rubli e verificare con il proprio gestore bancario in Italia la possibilità di incassare rubli. Unicredit invece dal 23 gennaio 2025 ha bloccato tutti i pagamenti in euro verso l’Europa per le persone fisiche, risultano fortemente ridotti anche i pagamenti delle persone giuridiche. Unicredit suggerisce di attendere qualche settimana affinché vengano ben definiti i parametri e le indicazioni della BCE. Per quanto concerne i pagamenti in rubli Unicredit è meno propensa ad effettuarli e opera al momento con il dollaro che porta comunque delle criticità e blocco delle operazioni in Italia con le banche corrispondenti americane per verifiche che in taluni casi portano ad un congelamento dei fondi. Con la banca OTP nella maggior parte dei casi i bonifici in euro vanno a buon fine. Raiffeisenbank ha bloccato dallo scorso anno tutte le operazioni in dollari ed euro verso l’Europa, rimane solo l’operatività in rubli, continua ad essere possibile la ricezione dall’Europa di valuta. Per le operazioni con l’UE non è possibile utilizzare lo yuan in quanto dallo scorso anno le banche cinesi per motivi di costi non sbloccano questi bonifici.
Vera Spina, head del desk italiano di Banca Intesa, ha confermato come Banca Intesa San Paolo abbia con Banca Intesa Russia un conto corrispondente in rubli da ormai venti anni. Le aziende trasferiscono con successo rubli in Italia, da Mosca parte un ordine di pagamento con allegata tutta la documentazione necessaria per il controllo valutario e verifica della compliance. Il pagamento viene accreditato sul conto corrispondente in rubli di Intesa San Paolo, viene effettuata una conversione interna e sui conti italiani arrivano euro. Il cambio che applica Intesa in Italia è simile a quello in Russia, non si aggiungono altre commissioni e non è necessario aprire un conto in rubli in Italia. È necessario un addendum al contratto che prevede la possibilità di pagare il contratto in euro e in rubli. Da parte italiana vengono richieste le fatture, dichiarazione di esportazione e un modulo in cui si conferma che la merce non è dual use.
Tutte le problematiche emerse durante il briefing saranno sottoposte all’attenzione del Ministro Tajani nell’ambito del prossimo tavolo di lavoro per le imprese italiane in Russia con la richiesta di intervenire a Bruxelles e in particolar modo con la BCE per segnalare episodi di overcompliance che esulano dai regolamenti sanzionatori.
Come di consueto, è disponibile per chiunque la desiderasse la videoregistrazione del briefing richiedendola alla Segreteria GIM-Unimpresa: segreteria@unimpresa.ru