NOTIZIE GEOPOLITICHE — Incontro con Lucio Caracciolo

Gentili Connazionali,

Riceviamo e pubblichiamo il riassunto del briefing organizzato dall’asociazione GIM-Unimpresa tenutosi il 4 marzo.

Buona Lettura

«Martedì 04 marzo si è tenuto online un nuovo briefing organizzato dall’Associazione GIM-Unimpresa. È stato nostro ospite Lucio Caracciolo, giornalista, fondatore e direttore della rivista di geopolitica Limes che ringraziamo per avere accettato l’invito ed aver arricchito con le sue analisi il nostro incontro. Il briefing ha avuto un grande successo di partecipazione, vogliamo quindi ringraziare tutti i colleghi che ci seguono con grande entusiasmo ed una viva partecipazione.

Riassumiamo in breve le principali informazioni emerse nel corso dell’incontro:

— il Prof. Caracciolo nel suo intervento ha analizzato i rapporti di forza tra le tre potenze mondiali – Stati Uniti, Cina e Russia, e il loro punto di vista sulla crisi ucraina. Ha sottolineato come la questione ucraina abbia un peso relativamente limitato per gli americani. L’Ucraina nella loro visione è un Paese geograficamente lontano che viene percepito come un’appendice della Russia. Il focus geopolitico, economico e tecnologico americano è centrato sulla Cina. Nell’agenda statunitense ricopre grande peso l’obiettivo di sottrarre la Russia dalla sua vicinanza con la Cina. La questione ucraina assume quindi per gli americani importanza in funzione dei suoi rapporti con Russia e Cina. Allo stesso tempo gli americani percepiscono una crescente insofferenza russa per la penetrazione cinese nel loro spazio di influenza canonico, in particolare in Asia centrale, Siberia e nell’Artico. La Cina è per la Russia un Paese storicamente nemico e di cui diffidano e questa consapevolezza ha spinto i russi a chiedere agli Stati Uniti di entrare in gioco per arrivare ad un compromesso, proposta accettata in tempi record dall’amministrazione Trump che come quella di Biden non hai mai voluto arrivare ad uno scontro diretto con la Russia. Per quanto riguarda invece l’Europea, l’Ucraina fa parte di quello che può essere definito come “estero vicino”. Occorre tuttavia sottolineare come gli europei, divisi nelle loro posizioni, si siano dimostrati inefficaci nel cogliere la dimensione strategica globale di questa partita. Ciò è diventato evidente con la recente crisi nei rapporti euro-americani diventata esplosiva con il recente confronto tra Trump e Zelensky che mostra una incomprensione del leader ucraino dei rapporti di forza. La posizione di Zelensky nel dibattito con Trump potrebbe essere letta come un suo tentativo di rafforzare il suo status in vista di prossime elezioni, presentandosi alle urne con una posizione di forza. Dal punto di vista americano è evidente come si auspichino le dimissioni di Zelensky a favore di un nuovo leader con il quale poter trattare quella che di fatto sarebbe una resa.

Il Prof. Caracciolo ha continuato approfondendo sull’andamento del conflitto tra Russia e Ucraina. Gli americani sono rimasti sorpresi dalla relativa inefficienza delle forze armate russe che hanno fallito il piano di un colpo di stato a Kiev con il conseguente mantenimento della presidenza da parte di Zelensky. L’Ucraina ha resistito molto più a lungo di quanto gli americani potessero prospettare, la resistenza ucraina unita all’assistenza occidentale hanno permesso di dotarsi degli strumenti utili a frenare l’avanzata russa. Allo stesso tempo Kiev ha sopravvalutato l’intensità dell’appoggio americano ed occidentale destinato alla difesa e non alla vincita della guerra. Il risultato è una tragedia umana con centinaia di migliaia di vittime e la maggior parte delle città ucraine è rimasta ancora sotto il controllo ucraino. I russi hanno conquistato alcuni territori del Donbass e allargato il corridoio che lega la Federazione Russa alla Crimea. La situazione militare per gli ucraini sul fronte è critica, soprattutto alla luce della decisione americana di voler sospendere le forniture militari. L’obiettivo degli ucraini in questo conflitto di fatto non è una riconquista del Donbass, quanto ottenere un appoggio occidentale che garantisca la sicurezza attraverso l’ingresso nella Nato. È necessario secondo il prof. Caracciolo riuscire ad arrivare in tempi brevi ad un compromesso altrimenti si rischia un crollo del fronte ucraino.

L’incontro è proseguito con un intervento del presidente Torrembini che ha fornito un quadro della situazione delle imprese italiane in Russia e dell’andamento dell’economia russa. Ha ribadito come il lavoro per le imprese italiane in Russia sia molto complicato ma nonostante tutte le difficoltà le imprese continuano a resistere. Risulta chiaro come il tessuto imprenditoriale ed economico russo sia ancora molto vicino all’Europa, mantenere un rapporto con il sistema economico europeo risulta fondamentale per mantenere un equilibrio con la Cina. Si assiste nel Paese ad un surplus di valuta nazionale con depositi bancari ad alti tassi che hanno fatto aumentare vertiginosamente l’inflazione. Gran parte delle spese del bilancio statale sono destinati agli armamenti che non rappresentano un investimento a lungo termine e finite le operazioni militari si attende un calo della produzione interna. Il rischio per le imprese europee è quello di non riuscire a recuperare del tutto le quote di mercato perse con una conseguente contrazione della capacità di fare business in Russia. Gli imprenditori e la popolazione russa continuano a mantenere buoni rapporti con gli europei, anche in vista della possibilità di nuovi investimenti in Europa. C’è grande apprensione per il conflitto e si vive in Russia un clima di attesa degli sviluppi degli accordi tra Stati Uniti e Russia.

Il briefing si è concluso con un dibattito tra il Prof. Caracciolo e i colleghi presenti che hanno avuto la possibilità di fare delle domande. Sono stati toccati numerosi temi tra cui il ruolo della Turchia nel caso di un coinvolgimento bellico europeo. Secondo il Prof. Caracciolo la Turchia rappresenta uno dei Paesi più importanti per l’Italia, ha una particolare simpatia per le nostre ex colonie ed intrattiene rapporti con tutte le maggiore potenze mondiali, con un proprio punto di vista imperiale destinato a scontrarsi in futuro con la Russia nel Mar Nero e nel Caucaso, aree di essenziale importanza per entrambi. Si è parlato dell’impossibilità secondo Caracciolo di organizzare una nuova conferenza di Jalta in quanto tutte e tre le maggiori forze sono in grande difficoltà interne, gli Stati Uniti stanno vivendo una crisi di identità e strutturale. Si è discusso di un possibile allentamento delle sanzioni europee ed americane e dell’importante ruolo nella questione dell’Ofac e del tema della ricostruzione ucraina. Gli americani sono disposti a pagare un prezzo a favore della Russia pur di allontanarla dalla Cina, bisogna comprendere i margini di manovra. Dal punto di vista dell’Europa è necessario trovare coesione, sintonie e delle azioni comuni che permettano di avere un ruolo al tavolo delle trattative finali sulla crisi ucraina che se non tamponata rischia di portare ad un allargamento dell’area delle instabilità balcaniche. Ringraziamo il Prof. Caracciolo per la disponibilità nel rispondere a tutti i quesiti postigli e ad inserire in uno dei prossimi numeri di Limes una testimonianza delle imprese italiane in Russia.

Come di consueto, è disponibile per chiunque la desiderasse la videoregistrazione del briefing richiedendola alla nostra Segreteria.

Cordiali saluti,

Segreteria GIM-Unimpresa
info@unimpresa.ru
segreteria@unimpresa.ru
+7 495 374 79 85